Conto Termico 3.0 2026: Guida a Requisiti, Importi e Come Richiederlo

Publié par Rosaria Imbroglia le

Chi sta valutando una nuova caldaia, una stufa a pellet, una pompa di calore o un impianto solare termico nel 2026 si scontra prima o poi con una domanda: conviene di più il Conto Termico o una detrazione fiscale? Dallo scorso dicembre la risposta passa quasi sempre dal Conto Termico 3.0, la nuova versione dell'incentivo gestito dal GSE che ha ampliato platea di beneficiari, tecnologie ammesse e importi rimborsabili.

In questa guida vediamo cos'è il Conto Termico 3.0, come funziona, chi può richiederlo, quali interventi copre e come fare domanda, con un focus pratico sugli impianti di riscaldamento più diffusi nelle case italiane.

Cos'è il Conto Termico 3.0

Il Conto Termico è un meccanismo di incentivazione statale gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), pensato per sostenere interventi di efficientamento energetico degli edifici e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. La versione 3.0 è stata introdotta con il Decreto Ministeriale del 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025, ed è entrata in vigore il 25 dicembre 2025, sostituendo integralmente le regole del Conto Termico 2.0.

La differenza sostanziale rispetto all'Ecobonus e alle altre detrazioni fiscali è che il Conto Termico non è una detrazione da recuperare in dichiarazione dei redditi in più anni, ma un rimborso diretto tramite bonifico bancario, erogato dal GSE in tempi relativamente rapidi. Questo lo rende particolarmente vantaggioso per chi ha una capienza IRPEF bassa e recupererebbe poco con le detrazioni tradizionali.

Le principali novità del 2026

Rispetto alla versione precedente, il Conto Termico 3.0 introduce diversi cambiamenti rilevanti:

  • Platea di beneficiari più ampia: oltre a privati, imprese e Pubblica Amministrazione, accedono all'incentivo anche le Comunità Energetiche Rinnovabili e gli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, equiparati alla PA e quindi ammessi al meccanismo della prenotazione con acconto prima dell'inizio lavori.
  • Nuove tecnologie ammesse: entrano nel catalogo i sistemi ibridi, le pompe di calore "add-on" abbinate a impianti esistenti e, in condizioni specifiche, il fotovoltaico se collegato a un intervento di efficientamento termico.
  • Massimali di spesa rivisti al rialzo, per adeguarli all'inflazione e ai nuovi costi tecnologici.
  • Procedura semplificata "Catalogo" per gli interventi di piccola taglia, come le pompe di calore fino a 35 kW, con accesso quasi immediato all'incentivo.
  • Gestione interamente digitale tramite il nuovo Portaltermico, attivo dal 2 febbraio 2026, con simulazione automatica del contributo e tracciamento della pratica in tempo reale.

Va segnalato che il Portaltermico ha subito una sospensione tecnica dal 3 marzo al 13 aprile 2026 per l'elevato volume di richieste, con conseguente proroga dei termini per le domande coinvolte nel blocco. Prima di presentare la propria richiesta è quindi sempre consigliabile verificare lo stato del portale sul sito ufficiale del GSE.

Quali interventi copre il Conto Termico 3.0

Gli interventi ammessi si dividono in due grandi categorie:

1. Efficienza energetica dell'involucro edilizio

  • Isolamento termico di pareti e coperture
  • Sostituzione di infissi e serramenti
  • Installazione di schermature solari

2. Produzione di energia termica da fonti rinnovabili, tra cui:

  • Pompe di calore (elettriche o a gas), l'intervento più richiesto in assoluto
  • Caldaie e stufe a biomassa (legna e pellet)
  • Solare termico, con particolare attenzione ai sistemi di Solar Cooling
  • Sistemi ibridi che combinano più tecnologie

Requisiti per caldaie e stufe a legna o pellet

Chi sta valutando la sostituzione di una vecchia stufa o l'installazione di una nuova caldaia a biomassa deve prestare attenzione ai requisiti tecnici, diventati più stringenti rispetto al passato: i generatori a legna o pellet devono possedere la certificazione ambientale di almeno 4 stelle, che sale a 5 stelle per le nuove installazioni nelle aree soggette a limitazioni per la qualità dell'aria. Chi possiede un vecchio apparecchio da rottamare può inoltre beneficiare di importi di rimborso più alti rispetto alle versioni precedenti dell'incentivo.

Se stai valutando l'acquisto, può esserti utile la nostra guida alle stufe a pellet MCZ o quella sulle caldaie a biomassa Carinci, entrambe pensate per orientarti tra i modelli disponibili e i relativi requisiti di accesso agli incentivi.

Quanto rimborsa il Conto Termico 3.0

L'incentivo può coprire fino al 65% della spesa sostenuta dai privati, con percentuali che possono salire fino al 100% per gli edifici pubblici situati nei piccoli comuni. È importante sapere che il contributo non è calcolato semplicemente sulla spesa sostenuta, ma sull'energia termica rinnovabile effettivamente prodotta dall'impianto installato: per questo motivo il dimensionamento corretto dell'impianto, oltre a garantire comfort abitativo, incide direttamente sull'importo del rimborso ottenibile.

Per una pompa di calore, ad esempio, nella maggior parte dei casi il Conto Termico 3.0 risulta più conveniente della detrazione fiscale del 50%, proprio perché è un rimborso a fondo perduto che non dipende dalla capienza fiscale del richiedente. Se stai valutando questa soluzione, la nostra guida su come funziona una pompa di calore ti aiuta a capire consumi e vantaggi prima di scegliere.

Chi può richiedere l'incentivo

Possono accedere al Conto Termico 3.0:

  • Privati cittadini, proprietari o con consenso scritto del proprietario in caso di locazione
  • Imprese e attività produttive
  • Pubbliche Amministrazioni
  • Comunità Energetiche Rinnovabili
  • Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS

Come fare domanda: la procedura

La richiesta si presenta interamente online tramite il Portaltermico (portaltermico.gse.it), che consente di:

  1. Compilare la domanda e caricare la documentazione richiesta (fatture, certificazioni di conformità, schede tecniche dell'impianto)
  2. Simulare in automatico l'importo del contributo spettante
  3. Tracciare in tempo reale lo stato di avanzamento della pratica
  4. Gestire comunicazioni ed eventuali acconti con il GSE

La domanda va presentata entro 60 giorni dalla conclusione dei lavori. Per i piccoli interventi rientranti nella procedura "Catalogo" (come le pompe di calore di potenza fino a 35 kW), l'iter è stato semplificato per ridurre tempi e burocrazia.

Conto Termico o Ecobonus: quale scegliere

Con il progressivo ridimensionamento delle detrazioni fiscali flat, il Conto Termico 3.0 si sta affermando come lo strumento più conveniente per chi installa impianti a fonti rinnovabili, soprattutto per chi ha una capienza fiscale limitata: il rimborso diretto tramite bonifico non richiede infatti di "scaricare" la spesa in dichiarazione dei redditi in più anni, come avviene invece con l'Ecobonus. In generale, per uno stesso intervento non è possibile cumulare i due incentivi: la scelta va valutata caso per caso, in base alla propria situazione fiscale e al tipo di impianto.

Conclusione

Il Conto Termico 3.0 rappresenta oggi uno degli strumenti più concreti per chi vuole rinnovare il proprio impianto di riscaldamento con un ritorno economico rapido e certo. Che si tratti di una stufa a pellet, di una caldaia a biomassa o di una pompa di calore, verificare i requisiti tecnici del prodotto prima dell'acquisto è il primo passo per accedere all'incentivo senza sorprese.

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Nota: questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce una consulenza fiscale o tecnica personalizzata. Per la presentazione della domanda ti consigliamo di rivolgerti a un tecnico abilitato o di consultare il sito ufficiale del GSE.


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